Pneumococco


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La malattia

Le malattie da pneumococco sono diffuse in tutto il mondo.
Gli pneumococchi (Streptococcus pneumoniae) sono una famiglia di microbi di cui si conoscono più di 90 sierotipi, ma solo una parte di questi è in grado di provocare forme di infezione invasive che possono progredire fino alla meningite o alla sepsi (un’invasione dei batteri nel sangue con esiti spesso fatali).
Nei Paesi più poveri questo fenomeno raggiunge dimensioni drammatiche: circa 1 milione di morti ogni anno. I sierotipi di pneumococco che causano queste gravi infezioni possono cambiare nelle diverse aree geografiche e possono anche subire variazioni nel tempo.
I microbi possono localizzarsi nella gola e nel naso delle persone senza provocare fastidi, oppure possono causare disturbi non gravi ma frequenti come otiti, sinusiti e bronchiti. Nel caso in cui i germi si riproducano in distretti del corpo dove normalmente non sono presenti, come il sangue, il liquor o i polmoni, la malattia si manifesta in forma grave, con quadri rispettivamente di sepsi, meningite e polmonite.
La trasmissione avviene tramite le goccioline di saliva e il muco emesse con starnuti, tosse o con il semplice parlare dalle persone portatrici del batterio. I casi di malattia infatti si verificano soprattutto nel periodo invernale, quando sono frequenti le sindromi da raffreddamento e l'influenza.
I bambini con meno di 5 anni e ancor più quelli con meno di 2 anni, così come gli anziani e coloro le cui difese immunitarie sono compromesse, hanno una maggiore probabilità di ammalarsi e di sviluppare forme gravi. Anche il fatto di frequentare asili nido e scuole rappresenta un fattore di rischio.
Dopo l'introduzione della vaccinazione i casi di meningite nei bambini sotto ai 5 anni si sono notevolmente ridotti, in particolare in Emilia-Romagna il calo è stato di circa il 60%.

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Il Vaccino

Esistono due tipologie di vaccino contro lo pneumococco, entrambe basate sull’induzione di una risposta immune nei confronti dei polisaccaridi che costituiscono la capsula: il vaccino polisaccaridico 23-valente e i vaccini coniugati 10-valente e 13-valente. I vaccini coniugati, ovvero uniti a una proteina per potenziarne l’effetto, sono efficaci già a partire dai 2 mesi di vita e proteggono contro i sierotipi più frequentemente coinvolti nei casi di malattia invasiva. La sua capacità di prevenire le infezioni più gravi raggiunge una protezione quasi del 100%; la protezione dalle polmoniti e dalle otiti è più bassa, ma le sue caratteristiche garantiscono una protezione per lungo tempo (“memoria immunologica”). Il 23-valente è autorizzato solo per i bambini sopra i 2 anni di età poiché, pur proteggendo da un numero maggiore di sierotipi, non è coniugato e non è dunque capace di stimolare le difese nei bambini più piccoli. Questo vaccino richiede un richiamo a distanza di 3-5 anni, non lascia memoria immunologia ed è indicato solo per ampliare la protezione nei soggetti con particolari malattie che aumentano il rischio di infezione pneumococcica grave.
La vaccinazione contro lo pneumococco tramite il vaccino coniugato viene raccomandata e offerta gratuitamente a tutti i nuovi nati con tre dosi nel primo anno di vita e alle persone di qualsiasi età con condizioni di rischio che aumentano la probabilità di gravi complicanze. Dal 2017 il vaccino viene offerto anche alla coorte dei 65enni. Per le categorie a rischio si utilizzano entrambi i vaccini in sequenza per allargare la protezione a un numero maggiore di pneumococchi.

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Effetti collaterali

Entrambi i vaccini sono ben tollerati, talvolta si presentano disturbi come rossore, gonfiore e dolore nella sede in cui è stato inoculato il vaccino, oppure il bambino può essere più irritabile o più sonnolento del solito. Febbre, difficilmente elevata, così come mal di testa o debolezza, sono poco frequenti. Ancor più di rado possono comparire convulsioni in seguito alla febbre.

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