Poliomielite


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La malattia

La poliomielite è una malattia infettiva causata da 3 diversi tipi di virus che entrano nell’organismo prevalentemente attraverso l’apparato digerente. Si tratta di una malattia molto pericolosa che nei casi più gravi può provocare paralisi, per lo più degli arti, e a volte anche la morte. Non esistono farmaci in grado di curare la poliomielite; l’unica concreta possibilità per evitarne i terribili effetti è rappresentata dalla prevenzione.
Il miglioramento delle condizioni igieniche ha contribuito a ridurre la diffusione di molte malattie infettive, ma questo non si è verificato nel caso della poliomielite, la cui diffusione ne è stata addirittura favorita. Infatti, il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ha portato a un ritardo dell’età in cui i bambini incontravano per la prima volta il virus polio, così che al momento dell’esposizione non erano più protetti dagli anticorpi materni. Solo con la vaccinazione si è certi della protezione dei bambini e si riescono ad evitare le epidemie.
Nel 1958, prima che venisse adottata la vaccinazione, in Italia si verificarono diverse epidemie di poliomielite, con 8.000 casi di paralisi; dal 1966 la vaccinazione fu resa obbligatoria. Il risultato è stato estremamente positivo: in Italia gli ultimi 2 casi di polio sono stati registrati nel 1982 in bambini non vaccinati, e nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’Europa libera dal poliovirus. Tuttavia, nonostante gli sforzi e l’impegno, la poliomielite non è ancora stata eradicata dal pianeta: infatti è ancora presente in diversi Paesi di Africa e Asia.

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Il Vaccino

Dal 2002, in Italia, la vaccinazione contro la polio prevede la somministrazione di 4 dosi di vaccino, detto IPV (o Salk), contenente i virus della poliomielite inattivati, ossia uccisi. Le prime 3 dosi sono somministrate nel 1° anno di vita, generalmente in un’unica iniezione insieme ad altri vaccini nel cosiddetto esavalente. La quarta dose viene somministrata tra i 5 e i 6 anni, solitamente con il tetravalente, che serve da richiamo.
L’efficacia della vaccinazione è altissima: la quasi totalità delle persone vaccinate risponde positivamente e mantiene la protezione per molto tempo.
Il vaccino orale vivo attenuato (o Sabin), non è più utilizzato in Italia dal 2002.
Dal 2018 il Nuovo Piano della Prevenzione Vaccinale prevede una 5° dose di vaccino nell'adolescente, somministrata come tetravalente.

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Effetti collaterali

Il vaccino IPV ha un grado di sicurezza elevatissimo. La maggioranza dei bambini non accusa alcun disturbo dopo la somministrazione. Sono rare le reazioni come dolore o gonfiore nella sede in cui è stato inoculato il vaccino, oppure febbre o malessere. Le reazioni allergiche a componenti del vaccino sono eccezionali come per tutti i vaccini.

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