Varicella


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La malattia

La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa causata dal virus Varicella zoster, e si manifesta con la comparsa di macchioline rosa pruriginose sulla pelle che evolvono rapidamente in vescicole, poi in pustole e infine in croste, destinate a cadere.
Il virus può essere trasmesso dal malato attraverso le goccioline emesse respirando e parlando o tramite il liquido contenuto nelle vescicole, per contatto diretto o per diffusione nell’aria; ciò può accadere da circa due giorni prima della comparsa delle vescicole fino alla comparsa delle croste. Durante la gravidanza, il virus può essere trasmesso all’embrione o al feto attraverso la placenta causando la sindrome della varicella congenita. Se invece la madre contrae la malattia da cinque giorni prima a due giorni dopo il parto può verificarsi una forma grave di varicella del neonato, la cui mortalità può arrivare fino al 30%.
La malattia può essere accompagnata da febbre e malessere. Il decorso della malattia e le complicazioni che possono insorgere sono più frequenti nell’adolescente e nell’adulto.
La malattia può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse poiché può portare a polmoniti e altre gravi patologie. Tra le rare complicanze neurologiche, la più comune è l’infiammazione del cervelletto che provoca disturbi dell’equilibrio, ma che di solito scompare senza lasciare danni.
Dopo la guarigione, il virus non viene eliminato dall’organismo infettato e rimane latente a livello di specifiche strutture nervose per tutta la vita. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni, solitamente dopo i 50 anni, dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”, che si manifesta con vescicole e croste simili a quelle della varicella, ma tipicamente localizzate lungo il percorso di un nervo (per lo più del torace e della testa) e che può essere accompagnato da intenso dolore.
L’herpes zoster è più frequente se la malattia è contratta nel corso del primo anno di vita, da qui l’importanza di vaccinare i fratellini maggiori e/o i primi figli di una donna in gravidanza.

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Il Vaccino

Il vaccino contro la varicella contiene il virus vivo attenuato, cioè indebolito ma ugualmente in grado di stimolare le difese contro l’infezione. Si somministra a partire dai 12 mesi di vita.
Vengono consigliate 2 dosi di vaccino: la prima tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda a 5-6 anni.
Dopo la seconda dose la protezione ottenuta raggiunge il 99%. La vaccinazione eseguita entro 72 ore (o al massimo 5 giorni) dall’esposizione può proteggere dal contagio o far ammalare in forma più lieve.
Il vaccino (2 dosi ad almeno 2 mesi di distanza tra loro) è indicato anche nei soggetti con fattori di rischio, come nei conviventi suscettibili di persone affette da immunodepressione severa, nelle donne in età fertile che non abbiano già avuto la malattia, per evitare un’eventuale infezione in gravidanza e i conseguenti danni al bambino.
La vaccinazione è altresì consigliata negli adolescenti e negli adulti suscettibili e privi di controindicazioni, soprattutto a coloro che per motivi professionali hanno un maggior rischio di acquisire l’infezione (es. personale scolastico) o trasmetterla a persone ad alto rischio di complicanze gravi (es. operatori sanitari).
Il vaccino contro la varicella può essere incluso nel vaccino tetravalente MPRV da somministrarsi a 13-15 mesi e a 5-6 anni, ma è disponibile anche in formulazione singola.

Il vaccino contro la varicella è controindicato durante la gravidanza.

Dopo la vaccinazione è necessario attendere un mese prima di una eventuale gravidanza.

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Effetti collaterali

Il vaccino contro la varicella è sicuro e generalmente ben tollerato. Gli effetti avversi più frequenti sono locali (rossore, gonfiore e dolore nel punto in cui viene somministrato il vaccino) e di entità lieve, con risoluzione spontanea e senza ripercussioni. A distanza di 5-14 giorni possono comparire febbre e/o alcune vescicole. L’incidenza di effetti avversi severi è estremamente rara.

La somministrazione del vaccino combinato MPRV alla 1^ dose è associata ad un possibile aumentato rischio di convulsioni febbrili. Pertanto, in caso di anamnesi pre-vaccinale positiva per precedenti convulsioni febbrili nel soggetto o nei familiari di primo grado, è opportuno utilizzare i due vaccini separatamente (MPR+V). Si tratta in ogni caso di reazioni rare che non precludono l’indicazione all’utilizzo del vaccino tetravalente.

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